PAROLE CANGIANTI

Scrivere comporta tempo... Ma è meglio non scrivere una frase intera piuttosto che togliere una sola parola che dia il senso... Fabrizio De Andrè

Chi sono

Utente: solideab
Solidea Bianchini: idealista, tenace, cocciuta, irosa, entusiasta, informata, curiosa, incauta, rispettosa. Madre, anche moglie, per fortuna pure lavoratrice. Resisto perchè esisto - tengo ma non mi trattengo - spero altrimenti sparo. Per chiudere: intrattabile ma incline al perdono.

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 24 ottobre 2007

iceberg2
























TITANIC

Qualcuno ha detto che io sono un pò esagerata, che sembro una brutta copia sfocata di Beppe Grillo...
A parte che lo considero un complimento....
Oggi schiaffo il primo banner della mia vita sul blog proprio per linkare al sito del Grillo!
Io credo che non ci si renda conto del momento davvero drammatico del nostro povero paese...
Siamo ad un punto di svolta: o procediamo così dritti ed incoscienti oppure viriamo ed evitiamo di finire contro l'iceberg con tutti i passeggeri, innocenti donne e bambini compresi.
Esagero?
NON credo.
IL debito pubblico sale e quindi il nostro debito.
Gli stipendi perdono potere d'acquisto.
Le aziende sono costrette a cedere a racket e ad evasione (chi l'avrebbe mai detto che io avrei in qualche modo giustificato....) per non saltare in aria (in tutti i sensi!).
Persone normali ed in passato benestanti perdono la casa o sono costretti a rivolgersi alle finanziarie se non agli usurai.
L'Argentina è dietro l'angolo e la maggioranza sembra assuefatta dall'LCD (il tubo catodico nonc ce l'ha + nessuno...) e dal qualunquismo.
La sinistra non ha fatto nulla di ciò che aveva scritto nell'inutile tomo: no riforme, no conflitto d'interessi, no legge elettorale, no giustizia, no commissioni, etc etc etc
Io non so qual'e il futuro però qualcosa deve cambiare per cambiare, questa volta sì, qualcosa!
Senza dare ragione al "Gattopardo"
Soli
postato da: solideab alle ore 08:46 | link | commenti (6)
categorie:
lunedì, 15 ottobre 2007

E UN'ALTRA MOLTO MENO....
In tutte le epoche, insomma, avere figli ha sempre significato sacrificio, almeno fin che non viene il giorno in cui col colapasta e il grembiule si apre un periodo nuovo: cioè l'età scolare.
Bergonzoni

PS
Vi ho mai raccontato del suo ultimo spettacolo visto allo Jovinelli?
Pensavo di morire... dal ridere!
Grande
postato da: solideab alle ore 12:24 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, famiglia, aforismi, educazione, umorismo, genitori, figli

UNA FRASE SERIA....

I tuoi figli non sono tuoi figli.
Sono fratelli e sorelle bramosi di vita per se stessi...
ti puoi ingegnare per essere come loro,
ma non si deve cercare di renderli come noi.
Gibram
postato da: solideab alle ore 12:21 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, aforismi, genitori, figli

ERAvate 3.000.000...
Bravi...
Lo dico senza ironia.
Ed ora?
Speriamo bene, davvero!
postato da: solideab alle ore 02:25 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 12 ottobre 2007

MORETTI DOCET
FRUP











MI sento tanto Ecce Bombo
"Mi si nota
di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? "
Questo è il dubbio che mi rode dentro...
Che si fa domenica mattina?
Si va a votare alle primarie o no?
Se ci vai e ci vanno in tanti legittimi questo partitone che forse è solo la riproposizione delle antiche logiche e dei suoi vetusti sostenitori?
Se stai a casa e come te tanti altri dai il via a lotte intestine mortificanti e suicide e mandiamo il governo a casa e gli elettori con questa vergognosa legge?
E' proprio questo il rebus....

Insomma....."Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?"....
BOHHHHHHH
postato da: solideab alle ore 09:12 | link | commenti
categorie:
giovedì, 11 ottobre 2007

Bisognerebbe sempre avere del tempo....

buuuu

Tempo per gli amici, per gli affetti, per le persone che si trovano lontano o ad un tiro di schioppo da casa nostra...
Bisognerebbe avere del tempo da spendere per alimentare passioni, per coltivare interessi, per non perdere il treno
con la propria parte buona di  noi....

Bisognerebbe avere del tempo anche per restare soli, in silenzio o in compagnia del scricchiolio di un vecchio vinile...
Sarebbe bello avere tutto questo tempo.....
postato da: solideab alle ore 10:16 | link | commenti
categorie: riflessioni, emozioni
lunedì, 01 ottobre 2007

STIAMO TORNANDO....
IMG_1742g

































Stiamo rimettendoci in carreggiata con il web... piano piano....
postato da: solideab alle ore 23:50 | link | commenti
categorie:
martedì, 17 luglio 2007

UN SALUTO IN ANTICIPO...
Dopodomani mattina parto.
Vado in montagna.
Quest'anno sarà dura.
Però intanto voglio lasciare Roma per questo mesetto pensando che lo faccio per i bimbi.
E con un saluto alla rete e agli amici per cui non ho mai abbastanza tempo.
Baci
postato da: solideab alle ore 01:31 | link | commenti (2)
categorie: parole, pensieri, amicizia
sabato, 14 luglio 2007

CIAO TAIFEL...
La mia lupotta non c'è più.
Era vecchiarella, completamente sorda e sempre più malandata.
E, a dire il vero, bella non lo era mai stata.
E aveva due orribili orecchie da pipistrello storte e moscie.
Però io le volevo bene. E la mia mamma ancora di più.
Si, ci piaceva maledettamente quella cagnetta pigra, indolente ed umorale.
Che adorava salire sui letti, starci sotto, accanto. Insomma tutto ma non fuori dalla porta!
Le passeggiate costituivano un irrinunciabile dovere, non un esaltante piacere.
Abbandonare l'isolato? Non era tagliata per l'avventura, nè per gli sport estremi come il salto del muretto.
Grassa non lo era diventata ma il fisico asciutto derivava da un buon metabolismo, non dall'attività  motoria.
Mi dispiace non avere qui le foto, poche e tutte scattate con la nostra vecchia Kodak di famiglia. Una di quando era un batuffolo indifeso raccattato a due passi dal grande raccordo anulare, un'altra in bianco e nero insieme a Totò il gatto striato che, probabilmente è finito "stirato" come molti altri ospiti di casa Bianchini non sopravvissuti alla spietata legge della strada. Nell'ultima Taifel si è conquistata un posto d'onore vicino alla sua padrona, mia madre, lottando con gli altri 4 conviventi canini della casa in campagna.
Anche Maia se n'è andata da poco. E poi Winnie, Bubasti, Olimpia, Usur e tutti gli altri compagni di viaggio di cui non ricordiamo il nome, quelli che erano troppo indipendenti per farsi battezzare e quelli che non c'è stato nemmeno il tempo di fermarsi a pensare.
Ma Taifel... era un'altra cosa.
Era il cane di famiglia. Quello a cui era permessa l'eccezione, la deroga alle regole, la scatoletta costosa, l'ultima carezza della giornata, il fondo del letto di mia madre.
Ciao Taifel.
Wof, wof.
postato da: solideab alle ore 00:20 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, riflessioni, racconti, animali, amicizia, emozioni

AH IL LATINO....
Sapientia aedificatur domus, et prudentia roburabitur

















Per molti di voi sarà un gioco da ragazzi ma per me, ragioniera senza partita doppia, è arabo più che latino....
MI aiutate?
Che cosa vuol dire?
Adoro le epigrafi, ma capirci qualcosa è un'altra storia.
Thanks (tanto per restare sul tema delle lingue)
postato da: solideab alle ore 00:01 | link | commenti (2)
categorie: parole, pensieri, aforismi
lunedì, 09 luglio 2007

PENSIERINI

L'altro giorno,
dondolandomi su un'amaca
sotto un cielo macchiato di stelle,
pensavo questa cosa....

I FIGLI SONO RADICI PIANTATE VERSO IL CIELO

....buona notte....
postato da: solideab alle ore 01:35 | link | commenti (1)
categorie: parole, pensieri, famiglia, genitori, figli
domenica, 08 luglio 2007

PROUST C'AVEVA PROPRIO RAGIONE....
Ieri sono capitata di passaggio a Civitavecchia, città dove ho trascorso molte estati della mia infanzia. Appena scesa dall’auto, a tradimento, mi si è infilato nei polmoni un odore, inconfondibile, particolare, quasi unico.

Non un odore scontato di salsedine, creme solari e cocco fresco. Nemmeno quello stantio di acqua ferma, sabbia riportata e pizzette riscaldate.

Piuttosto una fragranza aspra, dura che sa di mare vero, non da cartolina. Un mare che si offre alle reti, che tiene a galla i mercantili, che viola con arroganza i frangiflutti. 

E così, trascinata all’indietro da questa puzza di alghe che si attaccano ai sassi e granchi che risalgono gli scogli, mi sono ritrovata a passeggiare sotto Palazzo Bruzzesi, nobile condominio dove mia nonna possedeva un appartamento con due terrazzini vista mare.

panorama












E’ da lì sopra (secondo, terzo piano?) che guardavo ogni sera le navi per la Sardegna sparire oltre la linea netta dell’orizzonte. Appoggiata alla balaustra seguivo con il dito il profilo dell’antimurale, il contorno smozzicato delle macerie del Pirgo, la rotta a singhiozzi delle lampare ascoltando frammenti di canzoni dal juke boxe dei ferrovieri. E da lì sopra mia nonna ogni giorno mi chiamava per il pranzo.

La riva l’hanno coperta di ciottoli e fornito la spiaggia di chiosco. Il vecchio pontile di legno è stato sostituito da uno più solido e firmato da qualche blasonato architetto. Resiste il divieto di balneazione e come allora viene serenamente ignorato.

spiaggetta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Invece lo stabilimento del DLF non c’è più. E non c’è più la roccia da cui ci buttavano per dimostrarci audaci e coraggiosi. E nell’acqua non ci sono più le rugole, con il loro tentacoletti orticanti. Un anziano, seduto ad uno dei nuovi bar mi ha indicato un ristorante dove, se telefoni qualche giorno prima, te le procura e te le fa trovare fritte nella farina di mais.
Chissà, ci proverò.
Un giorno o l’altro.

postato da: solideab alle ore 09:21 | link | commenti
categorie:
sabato, 07 luglio 2007

VI SONO MANCATA?
Scusate l'assenza...
Ma avevo un sacco di buoni motivi....
questi sono solo alcuni....
PINI SUL MAREtra le palme







































..... e tanti altri ancora quando avrò imparato a "rimpicciolire" le foto in alta qualità. (che imbranata!)
postato da: solideab alle ore 22:50 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, vacanze, fotografia
giovedì, 07 giugno 2007

HUMOR VERO

we azt


























Forse qualcuno di voi si sarà fatto un'idea sbagliata di me...

Penserete che io sia barbosa, irascibile, esagitata...
E invece, se non fosse per il contesto l'epoca e il pianeta sbagliati, io sarei una gran bella "cazzarona"!
Specchio e dimostrazione di questa pacifica convivenza tra due anime così diverse sono i miei gusti letterari.
Solo alcuni esempi: Vargas e Lucarelli, Montanelli e Camilleri, Capra e Pinketts, Allende e Rigosi e, "last but not least", Simenon e Westlake.
Di Simenon amo il grigiore dei Boulevard, il puzzo delle brasserie, l'umidità dei canali, il tratto compassionevole dei suoi cattivi sempre perdenti, sconfitti  quasi mai da biasimare completamente.
E Westlake? Starete bofonchiando "Chi è costui?"
E' un assai prolifico giovanotto di 74 anni che ha scritto una quantità spropositata di romanzi gialli, noir, d'azione. Questo il link alla sua biografia http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_E._Westlake.
Ma è anche e soprattutto autore del più divertente, sarcastico, dissacrante giallo umoristico della storia della letteratura: la danza degli Aztechi.
Se inizierete a leggerlo non uscirete di casa nemmeno se fuori fervono i festeggiamenti per la vittoria di un altro mondiale, nemmeno se vostro figlio sta nascendo, nemmeno se la vostra casa sta per essere spazzatavia dall'uragano Kathrina2. A meno che stiate scorrendo la parola fine sull'ultima pagina. Allora si che ci sarà il tempo per il resto del mondo e per riprendere tranquillamente la vostra vita.
Provare per credere, poi mi direte!
Buona scompisciatura a tutti!
postato da: solideab alle ore 09:42 | link | commenti (2)
categorie: parole, pensieri, libri, umorismo
lunedì, 04 giugno 2007

AH I CINESI....

Sp

























Quante chiacchiere sui cinesi. Quante leggende tipo "avete visto mai un funerale di un cinese?"oppure "c'è carne di cane nei ravioli al vapore" e così via discorrendo..
Ma cosa sappiamo noi veramente di questo laborioso popolo?
Io ne so meno di voi però...
...però ho visto come scaricano i camion!
Quelli grossi grossi, alti alti mica il Ducato..
Bè, salgono di scatolone in scatolone arrampicandosi a mani nude fino a 6-8 metri di altezza...
Altro che norme di sicurezza e 626.....
E questa è la prova che non sono uomini normali, sono uomini ragno!!!!!!!!!!
postato da: solideab alle ore 21:09 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, umorismo
venerdì, 01 giugno 2007

ALTRO CHE I LUCCHETTI DI PONTE MILVIO....

bocca verità

Che ne dite di questo mascherone coatto
(nel senso di costretto intendo...)?

Che bisogna fare per campà (e non essere rubato...)
postato da: solideab alle ore 13:19 | link | commenti (2)
categorie: parole, pensieri, foto, fotografia, umorismo
giovedì, 31 maggio 2007

MA QUANTO MI PIACCIONO....

felp


Ieri ho finito il cambio stagione....
Ed ho buttato via un sacco di roba che non è sopravvissuta alla seconda gravidanza...
E, non ci crederete, ho passato un paio di vestitini a mia figlia che ha 6 anni ma tra poco mi raggiunge in altezza!
Mi sono messa a contare quanti pantaloni, magliette, etc...
Non starò a tediarvi con i particolari sull'entità del mio guardaroba però un dato lo estrapolo: possiedo ben 15 felpe!
tutte con la zip e il cappuccio!
A tinta unita, con le scritte, a fiori..... basta che abbiano quell'appendice comoda e rassicurante!
Quindi vorrei gridare a tutti IO ADORO LE FELPE CON IL CAPPUCCIO!!!!!!!!
postato da: solideab alle ore 20:44 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 28 maggio 2007

CHE IPOCRISIA...
donna rom
Non è che la gente sia stufa della politica... è stanca dell' ipocrisia dei politici!
Dei politici che non conoscono, non sanno, non toccano con mano.
Ma sentenziano, pontificano, decretano.
Sempre sull'onda di qualcosa.
Sempre in nome e per conto di qualcuno.
Ogni mattina che scendo a fare il giro del palazzo con il passeggino (oltre a farmi venire l'ulcera per la totale inosservanza delle più elementari norme di civiltà e del codice della strada) mi capita di incontrare una donna o un bambino o più donne o più bambini con questi carretti improvvisati fatti con le ruote delle delle carrozzine.
Ogni giorno, mai che questo fatto non si verifichi, incontro queste persone ( non le stesse, diverse ogni volta ma impegnate nella stessa attività ) li incrocio intenti a "ruspare" nei cassonetti.
Noi siamo una repubblica fondata sul lavoro, la famiglia e la paura di essere accusati di razzismo.
Si è razzisti se si ritiene inaccettabile che un bambino che alle 10 di mattina dovrebbe essere a scuola vaghi malridotto a frugare tra le immondizie?
Si è razzisti se ci rivolta lo stomaco ogni volta che si passa ai bordi dei campi nomadi abusivi con il loro spettacolo di violenza, soprusi e degrado?
Si è razzisti se si pensa che tenere i bambini qualche ora a scuola per poi ributtarli nel contesto inumano dei campi nomadi sia solo rimandare di qualche mese o anno il destino inevitabile di questi ragazzi?
Si è razzisti se si denuncia che dentro i campi nomadi la polizia ha paura ad entrare e che le vicinanze diventano terra di  nessuno?
Si è razzisti se si nutrono sentimenti di rabbia nei confronti dell'impunità di cui in particolare i rom godono?
Si è razzisti se si sottolinea il fatto che se io ritardo a pagare un qualsiasi tributo posso subire il fermo amministrativo della mia automobile o il pignoramento se non saldo il canone rai mentre a 300 metri da casa mia esiste una cittadella extragiudiziale?
Sono razzista o schietta?
Sono razzista o realista?

Io credo che il problema non sia l'immigrazione clandestina....
Credo che sia questo rimandare, la filosofia del "faccime a moina..."
Fino a quando non succede qualcosa...
Fino a quando non si alzano le barricate o ci scappa il morto....
Fino a quando non si formano i presidi, si bloccano le stazioni, si bruciano i rifiuti...
Così arriva il momento del decreto d'emergenza.
Due giorni in testa ai titoli del tg, qualche cordone della borsa sciolto, qualche taglio del nastro....
Poi tutto uguale fino alla prossima emergenza.
Tutti uniti sotto un'unica bandiera tricolore che è l'unica che i  politici amano:
ipocrisia, populismo e connivenza.
Quando basterebbe il rispetto delle regole...
Esiste una legge che vieta di accamparsi in città?
Fine.
Vengo ti multo e ti faccio spostare. Come un qualsiasi camperista fuori dalle aree attrezzate...
Tu domani trovi un altro posto?
Ed io ti rimulto e ti rifaccio spostare anche dall'altro posto.
E così all'infinito.
Questo quando ce n'è una di roulotte, baracca, furgone o al massimo un paio.
Non è che aspetti che diventino 200.
Allora si che potrai dire "e come faccio?"
Non quando è troppo tardi e devi trovare anche l'area adatta con tutto quello che ne consegue, rivolte popolari comprese.
Basta.
Davvero.... basta.


postato da: solideab alle ore 11:43 | link | commenti (5)
categorie:
venerdì, 25 maggio 2007

Ma avete sentito che caldo?
8 gradi dico 8 sopra la media stagionale...
Qualcuno mi dirà che nel 1920 è andata peggio, come tengono a puntualizzare i meteorologi...
Chi se ne frega!
Alle sette di mattina già non si respira, si suda solo a pensare e c'è un aria fetente che sa di smog catrame polvere.
E in Tv sta per iniziare una serie che si chiama Jericho. Sulla fine del mondo...
Tranquillizzante, non c'è che dire.....
f at
postato da: solideab alle ore 08:46 | link | commenti
categorie:
giovedì, 24 maggio 2007

QUESTA MI E' PIACIUTA PROPRIO.....

essere donna è così difficile
che riesce solo alle donne....
postato da: solideab alle ore 08:36 | link | commenti (1)
categorie: parole, pensieri, aforismi
lunedì, 21 maggio 2007

PUBBLICITA' DA URLO
(Nel senso che ti fa uscire dalla grazia divina....)
Inauguro oggi una nuova rubrica sugli spot che mi fanno più rabbia.
Iniziamo con quella dei delfini che saltano tra le onde a bordo di un'automobile.
Vi rendete conto?
Ci manca solo questo!
Questa è al pari di quella di qualche anno fa dove i genitori facevano giocare i bambini a corda restano in macchina... ve la ricordate?
aaargggggg
Io i bambini li porto in bicicletta ed i delfini li preferisco così
dolph
postato da: solideab alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: pensieri, figli, pubblicità
sabato, 19 maggio 2007

A COSA PENSI?
Secondo voi cosa stava pensando questa ragazza mentre posava per il quadro?
Quali sogni, speranze, desideri....?
Io sono rimasta incantata di fronte a lei alla Galleria d'Arte Moderna....
pensa
postato da: solideab alle ore 18:00 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, arte
venerdì, 18 maggio 2007

IL SACROSANTO DIRITTO AL VAFFANCULO
Tanto per essere chiari...
Ieri ero (e sono anche oggi) molto amareggiata una cosa all'apparenza sciocca ma che mi ha destabilizzato.
Io abito a Centocelle, un tempo periferia romana ora quasi centro in attesa di metropolitana.
Quartiere pieno di contraddizioni, direbbe qualcuno. Per me con troppi soldi che circolano e pochissima educazione. Anche tantissima brava gente, ci mancherebbe. Ma sul malcostume diffuso capillarmente,  non credo che qualcuno possa smentirmi.
Ogni giorno esco a fare il "giro del palazzo", per fare prendere un pò d'aria (e polveri sottili) al piccolo.
E ieri, come mi capita quasi con cadenza quotidiana, ho rischiato di essere investita sulle strisce pedonali da un disgraziato con macchinone che ha superato il camion della nettezza urbana e poi ha inchiodato all'ultimo.
Io, per la prima volta, dopo decine e decine di eventi come questo, al suo gesto scocciato come a dire  "e sbrigati!" il mio cervello ha fatto crack, gulp, aaarg e ho urlato una frase irripetibile ma scrivibile in un blog anche se con un pò di vergogna
"a testa di cazzo!"
Bè, questo signore è sceso dalla macchina, mi ha aggredito con epiteti davvero irriguardosi (eufemismo) e ha pure tentato di darmi uno schiaffo.
Io ero inebetita e cercavo di fargli notare che forse non si era proprio comportato a modo.
Poi mi sono resa conto che tutti (passanti, operatori ecologici, persino mia madre) erano molto stupiti dalla mia parolaccia e guardavano la scena con disinteresse, senza muovere un dito.
Il galantuomo è risalito in macchina ed io ero furiosa e spaventata.
Mia madre, che conoscevo come donna risoluta e combattiva, mi ha apostrofato "devi stare calma, cosa ti succede...prenditi una camomilla, in definitiva si era fermato, no?"
a bhe, certo. in definitiva non mi aveva mica trascinato con mio figlio per 200 metri sull'asfalto...

E lì ho capito.

Ho capito che ormai tutto è lecito tranne quello che dovrebbe.
Perchè per me dovrebbe essere garantito almeno il diritto al VAFFANCULO se uno ti stava per mettere sotto.
E nell'ordine delle cose il pirata dovrebbe balbettare qualche scusa ed andare via a capochino.
Soprattutto se si è trovato davanti una mamma con bambino e nonna al seguito...
Ma no, le cose non vanno così, no no no no...
Perchè quello poteva non limitarsi a promettermele, poteva picchiarmi, acccoltellarmi e magari uccidermi.
E a Studio Aperto avrebbero commentato che un pò me l'ero cercata.... (questo perchè il mio automobilista era italiano altrimenti sarebbe finito sulla sedia elettrica....)
Con questo non voglio dire che bisogna reagire alle provocazioni, io sono contro ogni forma di violenza e credo di aver sbagliato nella forma.

Ma credo che non sia certo questo il punto.
Il punto è che il mondo va in direzione ostinata e contraria.
Quella sbagliata. Quella che ci porterà al baratro.
E voi? non siete amareggiati?
Peccato.
Dovreste esserlo.
Ed iniziare davvero a preoccuparvi.
postato da: solideab alle ore 10:15 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, politica, traffico
giovedì, 17 maggio 2007

AMAREZZA
In giorni così faccio fatica a non intristirmi....
non mi passa nemmeno guardando lui che prende il latte...

morg latte







oggi sono proprio amareggiata!

postato da: solideab alle ore 14:39 | link | commenti (2)
categorie: parole, pensieri, figli

SIAMO MINORANZA
Siamo minoranza nel Paese.
Noi che salutiamo con calore.
Noi che sorridiamo.

Noi che siamo educati anche con chi non lo è.
Noi che porgiamo l'altra guancia.
Noi che non spintoniamo, non aggrediamo, non insultiamo.
Noi che crediamo nel buonsenso, nella solidarietà, nella giustizia.

Noi che insegnamo ai nostri figli a rispettare, amare, capire.
Noi che non sporchiamo, non imbrattiamo.
Noi che non prevarichiamo.

Noi che vorremmo
città vivibili

marciapiedi per camminare
parchi per giocare
panchine per leggere
piazze per incontrarsi
treni per andare lontano

Siamo minoranza nel nostro paese.
E nel mondo.

E il passo per attraversare il confine e cadere nel calderone della maggioranza è breve.
Siamo minoranza.
E siamo ogni giorno di meno.

postato da: solideab alle ore 13:12 | link | commenti (2)
categorie: parole, pensieri, politica
mercoledì, 16 maggio 2007

NON CI POSSO CREDERE 2

Si è rotto anche il passeggino di scorta.....

last2 003 
postato da: solideab alle ore 20:14 | link | commenti
categorie: parole, pensieri, motori

MA VI SIETE GUARDATI?
smogMa vi siete visti la mattina a bordo delle vostre macchine?
Vi siete mai osservati da fuori? Rabbiosi, arroganti, violenti, inkazzati...
Per cosa poi? Per 10 centimetri di spazio? Per un semaforo giallo che avreste perso comunque?
E voi motociclisti, voi centauri dei miei stivali!
Curvi e avvinghiati alla vostra ferraglia sgasate nervosi divincolandovi nel labirinto di automobili, fremete sfiorando il paraurti dell'infedele quattroruote, scalate marciapiedi, bruciate corsie preferenziali, saltate cordoli. Il tutto ignorando le regole del codice della strada e del buonsenso.
Vi siete mai visti?
Io si.
Vi ho studiati stamattina.
Prima di mettermi anch'io in macchina.
E di puntare lo sguardo nello specchietto.
E  riconoscere  i sintomi dello stesso morbo incurabile.
Dobbiamo fare qualcosa.
Se vogliamo guarire.
E non morire di traffico.

postato da: solideab alle ore 08:45 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, politica, traffico
lunedì, 14 maggio 2007

NON CI POSSO CREDERE...

Questa poi....
bucare con il passeggino.....!


ruota forata
postato da: solideab alle ore 20:41 | link | commenti (1)
categorie: parole, famiglia, motori

MY FAMILY DAY
nonna adele009
Scusate se intervengo anch'io sull'argomento della settimana.
Ma l'altra sera, prima di addormentarmi, sono stata folgorata sulla via del sonno: io sono un esempio vivente che poi non si viene su così male pur non avendo mai avuto una famiglia normale (su questo qualcuno avrà da ridire però....)
E dirò di più: in definitiva io sono il prodotto di un dico e quasi di un'adozione a persone dello stesso sesso.
Scandalo? No, semplicemente una storia di 35 anni fa che ora vado a raccontarvi.
All'inizio del lontano 1971 mia madre è rimasta in cinta e non avendo nessuna intenzione di restare accanto a quello che con un poco fantasioso neologismo ora qualcuno definirebbe il mio padre biologico lascia la Sardegna dove si era trasferita per lavoro e se ne viene a Roma senza arte nè parte.
Incontra tale signora Adele, prosperosa ed irosa vedova toscana di sessant'anni che gestisce una pensione di fronte all'Ospedale S.Giovanni ed ha bisogno di un tuttofare. Così la mingherlina ma caparbia altoadesina accetta il lavoro e si trasferisce nella pensione con una sola valigia ma un bagaglio ben più ingombrante dichiarato con serenità da  subito.
Poi, naturalmente arrivo io, frugoletto femmina che viene cresciuta da questa MERAVIGLIOSA nonna acquisita che mi ama come una nipote sua, malgrado ne abbia già 6 in perfetto accordo con mia madre.
Senga inganni o sottefugi, senza gigantesche bugie (che spesso affliggono i bambini nati fuori da un matrimonio) io cresco senza mai scendere da questa giostra eccitante che è l'alberghetto dove si succedono famiglie, madri, padri, bambini con le loro storie di malattie e dolore sbarcate dal sud Italia e da tutto il Mediterraneo a Roma per affidarsi con il loro carico di speranze ai medici del S.Giovanni. Io non comprendo probabilmente tutta la sofferenza di questi ospiti che vanno e vengono, ma di sicuro acquisisco una grande apertura per il mondo e tutte le sfumature dell'umanità.
Ricapitoliamo: quesllo che si è stabilito tra mia madre e la signora Adele è una sorta di DICO. E la mia presenza in quella curiosa famiglia che cos'è se non un affido ad una coppia di persone dello stesso sesso?
Per testimoniare la serenità vera che mi ha sempre contraddistinto io ricordo, in prima elementare, il primo lavoretto preparato in classe per la festa del papà. Fui io a togliere dall'imbarazzo la maestra proponendole di preparare una letterina per la mia stupenda nonna.
L'assenza di una figura maschile da bambina non si è trasformata in ansie, sindromi o turbe da adolescente o da adulta. Non sono diventata una ragazza madre a 15 anni nè ho ricercato spasmodicamente la sicurezza del matrimonio. Ho 35 anni, due bambini e mi sono sposata "al volo" in municipio quando mia figlia aveva già un paio di anni, senza invitati nè banchetti e solo per una questione burocratica perchè la legge non garantisce una convivente di un uomo divorziato. Per assurdo, se fosse capitato qualcosa a mio marito che, tra l'altro in quel periodo si ammalò seriamente, sarebbe potuta rientrare in gioco l'ex moglie non più tale da una ventina d'anni.
A me piaceva chiamare Lorenzo il mio compagno, era quasi una sorta di ostentazione orgogliosa che ci è stata negata dai fatti.
Io non sopporto questa contrapposizione ma se devo scegliere sto dalla parte dei laici perchè il dogmatismo non ci porta da nessuna parte.
Io mi sento più "virtuosa" di tutti quei politici divorziati che sabato si facevano spazio tra ali di folla pregustando nuovi voti e consensi.  Io mi sento migliore da quelli che vogliono imporre regole invalicabili per chi non la pensa come loro.
Io voglio che tutti possano scegliere liberamente.
Di questo passo si arriva presto all'oscurantismo.
E magari scrivere un pezzo così sul blog potrebbe essere pericoloso.
O addirittura vietato.


postato da: solideab alle ore 09:45 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, politica, famiglia
lunedì, 07 maggio 2007

a proposito di pic-nic e ponti...
ho ripescato per voi questo raccontino scritto da me qualche anno fa....
buona lettura!
CELL PA


































A SCAMPAGNATA
1 Maggio. Festa dei lavoratori. Quindi niente partite. Niente notiziari. Eppure qui è un trionfo di radioline e stereo portatili.
E palloni da calcio. E da pallavolo. E da rugby.
E cofane di pasta al forno e tielle di pizza, bottiglie di coca e di aranciata e birre tiepide.
E siede pieghevoli a strisce arancione e tavolini con sopra la dama e sdraio blu e sgabellini sgangherati.
E ancora: plaid stinti, stuoie e teli batik.
E magliette taroccate di squadre di calcio e tatuaggi sulle braccia e lungo le schiene slavate.
E centimetri di ciccia impietosamente offerti allo sguardo da magliette cortissime e striminzite, e piercing all’ombelico sui nasi, alle orecchie, sul sopracciglio.
E mamme “se te pjo te gonfio, viè qquà!”, fidanzate “amò, annamo a casa che ciò sonno…” e parenti per forza “Ma vvedi d’annà a morì ammazzato!”.
E’ un’allegria pittoresca, ma non proprio divertente. Un po’ forzata, sudaticcia e a tratti sgradevole.

Mi sento quasi in imbarazzo con il mio libro quindi mi condanno ad un esilio volontario in una zona non dico appartata, solo un po’ meno conquistata.
Scelgo un alberello sparuto e mi ci appoggio con attenzione e riguardo. Cerco di ricordarmi a che pagina potessi essere arrivata mentre le grida dei bambini si assottigliano e ondeggiano fino a trasformarsi in una sorda eco tollerabile.
Ogni tanto sul sentiero sfreccia una bicicletta producendo un ronzio di zanzara. Più raramente arranca una coppia di podisti della domenica, uomini in calzoncini e canotta consumati dal caldo fastidioso delle due e un quarto.
Per un momento i suoni si stemperano, un soffio di vento che arriva da nord rinfresca l’aria portandosi dietro uno spiraglio di silenzio. Solo per un momento…

“Tipitipitippì…”

Un cellulare squilla sulle note di “Dammi tre parole, sole cuore amore…” e una voce femminile ruvida risale la collina “’Ndo state? Qui ce stanno solo quattro alberelli sfigati! Che stai a dì? Un laghetto? Na fattoria? Ma che ne so come ce s’arriva! Ma nun fate prima a venì voi? Vabbè mo ve trovamo noi! ”
Sono due ragazzine magrissime con i capelli color amaranto tenuti dritti in testa da una dose generosa di gel.
Mi sento, malgrado tutto, buona e voglio compiere un atto di generosità. Richiamo la loro attenzione sbracciandomi da sotto la chioma spennacchiata del mio alberello.
“Ehi, il laghetto, lo trovate andando sempre dritto per quel sentiero, quello di destra”
“Grazie signò, grazie tante” dice l’altra mentre tira fuori il suo Nokia in tinta con la chioma e chiama gli amici “Tra dieci minuti arrivamo!”

Sto tornando al mio libro che parla di alberi e di un parco di Roma, guarda il caso, quando un ricordo polveroso mi piomba addosso sparato qui dalla notte dei tempi.


E vedo me, quindici e passa anni fa, a casa davanti a un film in bianco e nero in un giorno caldo come questo. Eccomi lì sedicenne, una linea di kajal sotto gli occhi e un paio di Superga giallo canarino.
Che orrore!
Me ne sto sul divano in rigorosa finta pelle, i piedi su una sedia ed inganno il tempo aspettando che arrivi l’ora di uscire per uno dei primi appuntamenti con il mio “fidanzatino”.
Che tenerezza…
Ricordo come fosse ieri che, fiaccata dall’afa e dalla digestione, dissi a me stessa “chiudo gli occhi cinque minuti, dieci al massimo…”
E invece mi svegliai un’ora dopo, con più di mezz’ora di ritardo sull’appuntamento. Feci le scale come un fulmine, con il cuore in gola e la prima tachicardia della mia vita in petto. Mi lanciai a piedi su per la salita di S.Giovanni, un chilometro e mezzo sotto un cielo crudelmente sgombro di nuvole. E poi ancora tutta l’immensa piazza fino all’orologio dell’ospedale vecchio. Niente, lui non c’era più, aveva di certo aspettato a lungo ma poi si doveva essere stufato e se n’era andato, forse per sempre…
Vidi la mia esistenza di adolescente spensierata tramutarsi in un orrendo destino di solitudine e isolamento. Immaginai un futuro di zitella inacidita profilarsi irreversibile.
Ripartii alla volta di Villa Celimontana, al muretto dagli amici dello “Stradone”. Altre centinaia di metri in salita, inevitabile sorte per chi vive in una città ricordata, tra l’altro, per i suoi sette colli!
Entrai dalla parte della Navicella, trovai gli altri che mi risposero che lui era “andato via da pochi minuti, ma che gli hai combinato, era arrabbiato come una bestia, non lo vedevamo così dalla finale di Roma - Liverpool… si è uscito dalla parte del Celio…”
E via di nuovo di corsa, ormai stremata, sudata e affranta fino all’altra uscita. E appena misi il piede oltre la porticina di ferro arrugginito vidi Stefano sul motorino che se ne andava sgasando infuriato. Lungo la discesa naturalmente. Gridai piangendo, ma la marmitta modificata coprì la mia voce.
Ecco, ora la mia vita era proprio finita, andata, kaput!

Chiaramente si aggiustò tutto. Non prima però di un altro paio di chilometri a ritmo sostenuto fino a casa sua, sei piani a piedi e un corridoio intero fatto in ginocchio…

Che peccato…
...dico per quelle due ragazzine e il milione di adolescenti che non proveranno mai quell’emozione dirompente di sentirsi perdute. Che non verranno mai assalite da quell’adrenalina che ti spinge a compiere azioni eroiche da romanzo rosa.

Soffriranno per amore lo stesso. E per amore andranno incontro a delusioni cocenti.
Ma saranno sempre rintracciabili.
Si sbracceranno da una parte all’altra di uno stadio stracolmo gridando, telefonino all’orecchio “Mi vedi, sto qua, accanto al cartellone della Buitoni… Ecco, mi vedi?”
O sbatteranno con i loro zainetti uno nella schiena dell’altro, proprio mentre sono alacremente impegnati a cercarsi in una mattina senza scuola a Piazza del Popolo.
Si consumeranno le orecchie e il cervello nel letto prima di andare a dormire e faranno sogni disturbati dalle onde elettromagnetiche dell’apparecchio lasciato acceso sul comodino “che non si sa mai abbia voglia di dirmi qualcosa in piena notte o appena si sveglia domani mattina…”
Saranno sempre spietatamente controllate e controllabili. Da altri ragazzi con lo stesso “potere”. E gli stessi limiti.
Senza scampo.
E in ogni momento.
Per essere magari mollate per telefono.
Oppure via SMS.

Due ore dopo, una cinquantina di pagine dopo, un miliardo di pensieri dopo sto tornando alla macchina. Il mio cervello si impegna in rassicuranti e banali pensieri mentre il traffico è tornato ad essere caotico e disordinato:
“Adesso me ne vado a casa… Appena arrivo accendo il portatile e scarico la posta… Magari navigo per una mezz’oretta in internet: cos’è che volevo cercare su Google? E dopo mi guardo un vecchio film sul canale Classic di Sky…”

“Biip – biip – tac “ con il telecomando apro la chiusura centralizzata della macchina ed entro in una Twingo rovente come un barbecue da scampagnata fuori porta.
Per fortuna che c’è l’aria condizionata…
Mentre metto in moto mi dico che non farò niente di quello che ho pensato fino a pochi passi fa.
Mi è venuta un’idea per un racconto.
Vado a casa e lo butto giù.
Stasera, però, solo carta e penna.
postato da: solideab alle ore 15:39 | link | commenti (1)
categorie: parole, pensieri, racconti, adolescenza

Appello per la Giustizia - Per De Magistris